Special Olympics: un’esperienza che ti cambia la vita

“Il mondo della disabilità era per me una realtà tutta nuova, una realtà che non nascondo mi facesse “paura”. Non so esattamente spiegarne il motivo, ma credo che avessi una falsa convinzione di incapacità nel sapermi rapportare o nel saper interagire con loro in maniera adeguata. Invece ho conosciuto un mondo speciale, un mondo fatto di sincerità, abbracci, gioie, un mondo che mi ha riempito e sicuramente cambiato la vita! Ciò che è cambiata é soprattutto la mia concezione, la mia visione di questo mondo. Se prima ero convinto di poter dare io agli atleti, ora son sempre più convinto che io do a loro almeno quanto loro danno a me. Ma credo di essere comunque in debito!”.


Marco Dessì ha 30 anni ed è uno dei 17 Atleti Partner, della Delegazione italiana composta da 101 Atleti, convocati per i Giochi Mondiali Special Olympics, in programma dal 25 luglio al 2 agosto prossimo a Los Angeles. Fa parte del Team di Calcio a 7 Unificato, una delle discipline sportive presente ai Giochi che riunisce, nella medisima squadra, Atleti con e senza disabilità intellettiva realizzando momenti di forte inclusione sociale. 

Marco ha iniziato la sua esperienza con Special Olympics, come Partner, circa 7 anni fa quando, convinto da un amico, iniziò ad allenarsi e ad approcciarsi per la prima volta agli Atleti con disabilità intellettiva della Società Sportiva Millesport, uno dei tanti Team Special Olympics presenti in Italia. 
Un’opportunità che ha fatto crescere Marco come persona. Una dimostrazione di come con passione, impegno e determinazione si possano raggiungere risultati importanti, nello sport così come nella vita. “Durante gli allenamenti, partite o eventi Special Olympics, gli Atleti rispecchiano in pieno quello che dice il loro giuramento prima di ogni competizione: “Che io possa vincere, ma se non riuscissi, che io possa tentare con tutte le mie forze.” Ed è proprio così, ogni volta di più mi danno dimostrazione di quanto impegno e determinazione ci mettano per superare un ostacolo, per andare oltre quella linea sottile che delimita le loro possibilità, ma che ogni giorno è sempre un pizzico più avanti! Durante la mia modesta carriera calcistica ho avuto la fortuna di conoscere tantissimi giocatori e tantissimi compagni di squadra, più o meno forti, ma credo che, in assoluto, loro siano quelli che maggiormente mi hanno fatto comprendere il vero senso del “fare squadra”: un gruppo realmente simile ad una grande famiglia dove insieme si lavora verso un comune obiettivo. 

In questo lungo percorso all’interno di Special Olympics, ora sono un Atleta Partner che fortunatamente il prossimo Luglio farà parte della Delegazione Italiana che parteciperà ai Giochi Mondiali di Los Angeles. Un’opportunità tanto bella quanto inaspettata per me, che mi permetterà di vivere in prima persona accanto agli Atleti un’esperienza, oltre che sportiva, di unione e condivisione, nonché una fantastica esperienza di vita”.
Marco è consapevole di aver, attraverso queste esperienze, arricchito il suo percorso di vita. 

“I Giochi Mondiali credo rappresentino un bellissimo punto di arrivo per tutto il mio percorso ma allo stesso tempo un nuovo punto di partenza verso il raggiungimento di nuovi obiettivi insieme ai miei amici.
La luce si riverbera oltre lo spazio e il tempo, il mare trasmette il suo moto ondulatorio all’infinito. È così che immagino Special Olympics in futuro: Un sempre più grande Movimento che accoglierà nuovi Atleti e nuovi Partner e porterà nel mondo la cultura della “opportunità”, insegnandoci a superare le barriere prima di tutto mentali che si è soliti porre dinanzi alla disabilità intellettiva”.

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