Martina non è idonea al lavoro, eppure è un’atleta con tante capacità

24 Feb 2020 | News

Abbiamo scelto di raccontare il percorso sportivo di Martina a seguito della notizia, girata in rete, secondo la quale una Commissione che l’ha valutata per il collocamento, la ritiene attualmente non idonea al lavoro ” perchè non è autonoma, ha poca capacità dell’uso di gambe e braccia”.

La madre Barbara Corà ha deciso di lanciare una campagna social a sostegno della figlia con l’hashtag #iostoconmartina, intanto ha annunciato la volontà di fare ricorso. “Le sono state poste solo quattro domande dalla commissione, niente più e basandosi su quello l’hanno valutata, senza voler leggere le relazioni stilate dai tecnici. I medici della struttura legale mi hanno fatto capire che avendo la sindrome di Down, deve essere accompagnata e quindi non può lavorare”.

Special Olympics in tutto il mondo offre opportunità sportive per persone con disabilità intellettive, di ogni età e di ogni livello di capacità.  Lo fa credendo fermamente nelle potenzialità di ogni atleta perchè la vera sfida da cogliere è rivolta ai propri limiti e non verso gli altri. Special Olympics ha l’obiettivo di offrire ad ognuno le condizioni per potersi esprimere al meglio. Le abilità degli atleti non sempre sono subito visibili, necessitano della capacità ( degli altri) nel saperle cogliere, del tempo e della fiducia per farleemergere e migliorare nel tempo. Tutti, nessuno escluso, le possiedono.

Martina Cipolla è una ragazza di 21 anni di Sangano, nel Torinese, a giugno conseguirà la maturità. Martina è un’atleta e, come tanti altri, vuole essere messa alla prova con fiducia, ha bisogno, o anche, ha diritto ad un’opportunità per dimostrare ciò che è in grado di fare. La merita e non solo nella sfera sportiva. Special Olympics sta con Martina. 


 

Raccontare la vita sportiva di Martina non è semplice perché Marty e lo sport sono una cosa sola.

In vasca è entrata la prima volta a 9 mesi e da allora è stato amore puro tra lei e il suo elemento naturale; l’acqua.
Ha messo gli sci ai piedi che aveva 5 anni ed ha continuato a sciare fino a quando un incidente, nel 2015, non le ha più permesso di farlo.
Per quattro anni ha anche praticato equitazione. Nel 2015 Martina incontra Special Olympics, partecipa con il Team “I Buffoni di Corte” ai Play The Games di Torino dove per la prima volta si tuffa in piscina per gareggiare nei 25 stile libero e nei 25 dorso.
Era la sua prima gara e, da allora, non si è più fermata perché l’acqua e quel modo di concepire lo sport, proprio di Special Olympics, come mezzo d’inclusione non solo ha rapito Marty ma tutta la famiglia.
Non è stata di sicuro quella medaglia d’oro conquistata nei 25 metri stile libero nella sua batteria a farci innamorare di questo mondo dove lo sport non è solo vittorie, è qualcosa di molto di più.

Marty continua la sua avventura sportiva affiliandosi al Team Pandha Torino ed inizia gli allenamenti con la squadra di nuoto insieme ai suoi nuovi compagni, trascina con lei anche papà Valerio che, da un paio di anni, è uno dei tecnici della squadra.
Nel 2017 partecipa ai suoi primi Giochi Nazionali Estivi a Biella, non solo individualmente ma anche nella staffetta, portandosi a casa 2 argenti e 1 oro. Partecipa attivamente a tutte le manifestazioni Special Olympics del territorio e prende parte ad altre gare di nuoto con la sua squadra.

Nel 2018 partecipa ai XXXIV Giochi Nazionali Estivi Special Olympics a Montecatini Terme, nell’anno del 50esimo anniversario del movimento nel mondo torna a casa con 3 medaglie al collo, 1 bronzo, 1 argento e 1 oro, migliorando il suo tempo personale.
Nel 2018 è riuscita di nuovo a mettere gli sci di fondo, ma per i troppi impegni sportivi, ha dovuto scegliere tra la neve e l’acqua e ancora una volta ha scelto l’acqua.
A gennaio 2019, però, in vista dei Giochi Nazionali Invernali a Bardonecchia partecipa come tedofora per le vie di Avigliana.
Nell’estate dello stesso anno partecipa ai Play The Games di Cuneo dove fa il suo esordio nei 50 metri e torna a casa con 3 argenti.

Le medaglie ormai non si contano ma la sua vittoria più grande è l’arricchimento personale con cui torna a casa dopo ogni evento e come recita lo stesso giuramento dell’atleta Special Olympics:  “Che io possa vincere, ma se non riuscissi, che io possa tentare con tutte le mie forze”. È quello che fa ogni volta che scende in vasca, al di là del risultato finale lei non molla perché molto determinata.

Da quest’anno, oltre stile libero e dorso, ha deciso di cimentarsi nel delfino, per cui si è preparata un anno insieme al suo allenatore Lorenzo.
Da ottobre 2019 è entrata a far parte della squadra open water della Corona Ferrea di Monza, un’altra sfida e tanta voglia di mettersi in gioco e provare nuove emozioni. A giugno, salvo imprevisti, parteciperà proprio con Corona Ferrea ai Giochi Nazionali estivi Special Olympics a Varese, cimentandosi per la prima volta nel nuoto in acque libere insieme alla sua partner Michela.

Martina non si ferma e coltiva un’altra grande passione, la subacquea. Nel 2017 inizia a frequentare la scuola Scubaproject di Torino, affiliata anche ad HSA Italia e da li, insieme al suo istruttore Ettore Cominetti, inizia il percorso che la porterà nel luglio 2018 a conseguire il brevetto Open Water Diver (18 metri) e ad immergersi a Le Grazie (Spezia) nell’ambito della manifestazione organizzata annualmente da HSA e la marina militare. Una grande conquista per lei il conseguimento del brevetto, a riprova che come recita il suo motto personale “il limite non limita”.

Nel poco tempo libero che le rimane frequenta anche danza moderna e balli latino americani, oltre alle uscite serali con i suoi amici.
Dal 2015 fa parte di un progetto di autonomia coabitativa.

Martina – conclude la mamma – è un’esplosione di vita con un sorriso contagioso e tanta voglia di autonomia che va oltre la  sindrome di Down.


 

 

 

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