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La “Marcialonga” di Andrea Seffusatti

La Marcialonga 2022

Andrea ha voglia di spingersi oltre i suoi limiti. Tutta la sua vita è costellata di piccoli e grandi episodi emblematici di un’apertura con il mondo, che gli ha permesso di migliorarsi soprattutto come uomo oltre che come sportivo e non ha affatto intenzione di fermarsi. Domenica 30 gennaio, ha partecipato alla marcialonga di Fiemme e Fassa. Molto più di una gara, Andrea ha affrontato la Regina del gran fondo percorrendo  ben 45 km, da Moena a Predazzo, con la sua grande passione, la forza ed il coraggio di dimostrare, soprattutto a se stesso, che a parlare in questi che rappresentano grandi traguardi, ci sono solo grandi abilità.

La storia di Andrea raccontata dal papà Aldo

La storia di Andrea, un ragazzo autistico di 30 anni raccontata dal padre Aldo. Una preziosa testimonianza per comprendere come lo sport ed il valore dell’inclusione non sia una generica questione sociale ma il fondamento dello sviluppo per un bambino e un ragazzo con disabilità intellettiva.

“La pista da sci, a pochi metri da casa, è stato il primo passo verso l’attività sportiva, l’unica cosa che lo tranquillizzava e lo rendeva più sereno evitandogli di fargli assumere molti farmaci. Per questo motivo, in accordo con il neuropsichiatra, decidemmo di iscriverlo anche in piscina. Da Usseglio facevamo 50 km per raggiungere il centro più vicino, a Ciriè. E’ stato molto impegnativo ma la gioia ed il sorriso di Andrea ci ripagava di ogni sacrificio. Il trasferimento a Cossato ci ha aperto le porte del paradiso perchè ha reso più semplici gli spostamenti e soprattutto ci ha fatto conoscere Special Olympics. Un Movimento che attraverso lo sport mira all’integrazione. Un programma che offre a tutti l’opportunità di mettersi alla prova, innanzitutto con se stessi, attraverso una suddivisione delle competizioni per livelli di abilità. Sport come riconoscimento sociale che premia tutti offrendo gratificazione personale ma anche un forte momento di aggregazione che permette a tante persone diverse un’occasione di incontro, di viaggiare e di vivere nuove esperienze”.

 

La conquista dell’autonomia

Il padre Aldo evidenzia i frutti di un percorso che ha dato grandi soddisfazioni e che rappresenta un nuovo incipit  per il lavoro futuro.

“Oggi, per andare agli allenamenti Andrea raggiunge spesso in completa autonomia la stazione, distante 1 km da casa, con la propria bicicletta. Prende il treno per Biella e dalla stazione raggiunge a piedi la piscina. Ha sempre preferito attività sportive individuali ma ha provato, seppur ancora con qualche difficoltà, anche altri sport di squadra come il basket, comprendendo la condivisione ed il giocare insieme. All’età di 13 anni, ha già vissuto una meravigliosa esperienza partecipando ai Giochi Mondiali Invernali a Nagano, in Giappone. Al ritorno, con sè, non ha portato solo la medaglia conquistata ma un bagaglio di esperienza che, in qualche modo, ha mostrato i suoi effetti. Generalmente le persone autistiche provano riluttanza nel provare nuovi cibi. Andrea mangiava solo pasta in bianco e Nagano, da questo punto di vista, è stata una tragedia per lui e per chi gli stava vicino. Quando però è tornato ha iniziato ad avere un approccio diverso con il cibo arrivando, contro ogni aspettativa, ad assaggiare cose nuove come la bagna cauda, tipica pietanza piemontese di cui prima non riusciva neanche a sentire l’odore. Andrea non fa troppe richieste, ma dopo i Giochi Nazionali Special Olympics di Venezia, nel maggio 2014, mi ha espressamente chiesto di andare a vedere una partita di pallanuoto, che aveva avuto modo di scoprire in occasione degli stessi Giochi. Un’occasione che gli ha regalato un altro sorriso, perchè da lì ha voluto intraprendere anche questo tipo di attività sportiva che lo vede impegnato per due ore, due giorni alla settimana”.

 

Giochi Mondiali Estivi Special Olympics di Los Angeles

La voglia di provare, di partecipare hanno portato Andrea Seffusatti a Los Angeles per i Giochi Mondiali, che si sono tenuti dal 25 luglio a 2 agosto del 2015. Un’opportunità valutata nel corso del tempo in quanto le vasche in piscina, da 25mt o da 50mt, rappresentavano un percorso limitato per le sue esigenze fisiche e mentali. Grazie infatti ad una incredibile resistenza arrivava al traguardo ancora pieno di energia da spendere e senza nessuna voglia di fermarsi. Nuotare in mare aperto è stata la sua nuova sfida e la sola partecipazione, al di là del sesto posto conquistato, è stata una grande vittoria, uno dei tanti traguardi raggiunti con coraggio e determinazione che dimostrano come la condizione di Andrea non rappresenti una gabbia da cui è impossibile uscire; al contrario, il punto da cui partire per provare a superare i propri limiti attraverso una straordinaria forza di volontà.

 

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