Il sogno di Serigne era quello di continuare a giocare a pallone

16 Lug 2018 | 2018_Unified Cup_storie, Storie

Serigne Diop, atleta senza disabilità intellettiva di 21 anni originario del Senegal e da pochi anni in Italia, rappresenta, in qualche modo, quella voglia di esserci, figlia di una grande passione per il calcio e di aprirsi al mondo senza pregiudizi. 
Si è trasferito in Italia con il papà ed il fratello con l’obiettivo di poter contribuire ad aiutare la mamma, la sorella e tutti gli altri familiari rimasti in un villaggio vicino Kauleck. Nel suo paese ha iniziato a giocare a calcio quando era piccolino; il suo sogno, appena arrivato in Sardegna, era quello di poter continuare a divertirsi rincorrendo un pallone e lo ha realizzato entrando a far parte di un team Special Olympics di Cagliari, Millesport, e con esso l’opportunità di sentirsi parte di una squadra, di una nuova famiglia.
Serigne non ha, come molti altri Partner la consapevolezza di far parte di un gruppo all’interno del quale si pratica lo sport unificato e dove alcuni suoi amici e compagni di squadra possono avere abilità differenti nel movimento così come nella comunicazione. Un linguaggio diverso, l’aver vissuto contesti differenti lo proiettano in una dimensione in cui non occorre farsi troppe domande; il suo è un naturale vivere l’emozione di giocare, di partecipare, di condividere la passione per il calcio; di aiutare i compagni così come di imparare da loro. A volte gli occhi comunicano più di ogni altra cosa; il suo sorriso e la sua gioia sono propri di chi non conosce sovrastrutture; come i bambini che, nella loro spontaneità dell’essere e nel voler scoprire il mondo, non indossano maschere, non costruiscono muri verso il mondo circostante ma vivono liberamente le proprie emozioni.

Serigne è uno dei calciatori italiani convocati all’ Unified Cup di Special Olympics. A trionfare, in questa festa dello sport che non divide in vincitori e sconfitti, è l’inclusione; la passione per il calcio e la volontà di giocare per divertirsi dando il meglio di sé al di là del risultato sportivo. E’ attraverso questi presupposti che lo sport apre a qualcosa di più ampio e profondo divenendo uno strumento in grado di unire persone e culture diverse. 

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