Piccoli grandi passi: la storia di Gianluca Perrone

9 Gen 2019 | Storie

Gianluca nasce ad Alessandria 26 anni fa. Da subito i medici si rendono conto che la situazione è gravissima: pesa solo 1,6 Kg, ha la Sindrome di Down ed un’importante malformazione cardiaca, viene così trasportato al Gaslini di Genova dove trascorre tre mesi in terapia intensiva.
Si dimostra però, da subito, un combattente e piano piano cresce finchè, raggiunge il peso forma. All’età di un anno viene sottoposto ad un delicatissimo intervento a cuore aperto durato dieci ore.
Dopo due mesi di riabilitazione e terapie arriva finalmente a casa dove l’attendono il papà Michele e il fratello più grande di dieci anni.
La maggior parte delle giornate trascorrono in riabilitazione, fisioterapia, logopedia, riabilitazione funzionale per un recupero fisico e psicologico poiché presenta anche tratti autistici dovuti ai mesi di ospedalizzazione. A tre anni inizia a frequentare la scuola materna e inizia, nel contempo, a fare sport con il nuoto: l’attività motoria in acqua favorisce il senso di benessere, di rilassamento, permette di provare momenti positivi e gioiosi, nuove abilità, fiducia verso l’altro e se stesso.
Gianluca è anche ipovedente con gravi problemi di linguaggio, i genitori con la collaborazione delle maestre, lo seguono assiduamente con un percorso personalizzato che lo aiuterà gradatamente a migliorare e relazionarsi con gli altri.
Lo sport, si vede già, è senza ombra di dubbio la strada giusta da percorrere, inizia anche a sciare, frequenta la scuola di sci di Sestriere seguito da maestri specializzati, migliora le autonomie.
Papà Michele, sempre al suo fianco e con grandi sacrifici, con la mamma Patrizia, tutti i weekend lo portano in montagna, Gianluca si diverte tantissimo “Verso l’infinito e oltre”, la frase che gridano insieme, all’unisono, mentre scendono dalle piste.
Tutto questo sport favorisce l’integrazione, la socializzazione, l’autostima, capisce che anche lui può vincere delle medaglie, viene visto e applaudito come un campione, lotta per raggiungere i suoi obiettivi e man mano diventa sempre più sicuro e più forte. I compagni e gli amici lo seguono, lo incitano e all’arrivo ci sono ad aspettarlo lunghi abbracci e applausi. Per i genitori vederlo felice con i suoi amici è un’emozione enorme!
La scuola Free White di Sestriere, nel 2011, ritiene che Gianluca sia pronto, lo iscrivono ai Giochi Nazionali Invernali Special Olympics, porterà la fiaccola olimpica per accendere il tripode, vincerà l’oro nel super G e così anche l’anno successivo migliorando nei tempi con grande emozione di chi lo segue.
Per facilitare la sua grave miopia, corretta da lenti adeguate, impara ad usare l’interphone seguito da papà Michele, gli allenamenti sono assidui e costanti, si creano nuove amicizie e le abilità si sviluppano.
Gianluca non si ferma più. Prova altre attività sportive, dal calcio al nuoto in mare aperto, dal pattinaggio alla vela e nel 2012 entra a fa parte dei Cissaca Bulls, oggi Special Team, squadra di pallacanestro di Alessandria, allenati dal coach Marco Petrozzi tecnico nazionale Special Olympics. Nel 2017 fa un’esperienza incredibile con i suoi compagni di squadra, vola fino Belgio, esperienza unica per lui che non aveva mai volato.
Oggi, terminato il suo percorso scolastico, si sta realizzando anche nel lavoro aiutando gli altri perché ha un carattere gioioso, estroverso e sensibile che si fa amare a prima vista.
Vedendolo ora, dopo tanti sacrifici, sappiamo di aver intrapreso la strada giusta: le competenze finora apprese e sviluppate nello sport hanno trovato applicazione nella vita quotidiana e nelle relazioni, con conseguenze positive dal punto di vista personale e sociale, ma soprattutto della qualità della vita.
Oggi noi possiamo dire che, contrariamente a chi diceva che non ce la poteva fare. Gianluca ha vinto la sua più importante medaglia d’oro, attraverso lo sport è crollata ogni barriera.
Il suo ultimo sogno (o se vogliamo il primo di una nuova lunga serie): partecipare, prima o poi, ai Giochi Mondiali Special Olympics, e farlo in piena autonomia.

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