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Massimiliano, di corsa oltre le diversità

Quando ha iniziato a correre non riusciva a restare nella sua corsia, oggi è un atleta Special Olympics che gareggia nei 400 metri ad ostacoli: superando stereotipi e pregiudizi

 

La storia

Massimiliano – racconta il papà Amerigo – mi ha insegnato che l’impegno nello sport permette di raggiungere grandi obiettivi nella vita”.

Lo sport non pone limiti, ma sfide continue che, affrontate con coraggio e lo spirito giusto, possono essere vinte al di la di una medaglia o di un mero risultato sportivo.

Io personalmente – prosegue il papà – la corsa ad ostacoli non l’avrei mai potuta fare, perché cadevo sempre; questo dimostra come ognuno di noi può essere meno abile in qualcosa, ma ancora di più che dietro una persona con disabilità intellettiva ci sono tante potenzialità che possono essere tirate fuori”.

 

L’amore di una famiglia

Massimiliano Zannini nasce, 31 anni fa, in una piccola cittadina della Colombia, Abejorral; non ha mai conosciuto la sua famiglia d’origine perché a due mesi, da una struttura di accoglienza, viene trasferito temporaneamente in una famiglia in affido. Una pratica questa, certamente all’epoca, abbastanza diffusa e spesso utilizzata come fonte di sostentamento.

Noi di amore da donare incondizionatamente – racconta Amerigo – ne avevamo tanto, desideravamo un figlio e ci siamo innamorati di Massimiliano appena lo abbiamo visto in foto, aveva due mesi e due grandi occhioni scuri. Poi il lungo iter per l’adozione, ci sono voluti diversi mesi prima di poterlo abbracciare per la prima volta, un momento commovente che ricordo ancora con grande emozione. Abbiamo dovuto vivere due mesi in Colombia, in attesa di avere il passaporto per poterlo portare con noi a casa, in Italia”.

Il papà racconta delle condizioni terribili, non solo igienico sanitarie ma soprattutto affettivo relazionali in cui Massimiliano ha vissuto durante quei mesi, ma anche l’amore di una mamma e di un papà che giorno dopo giorno conquistavano la sua fiducia, diventando il punto di riferimento e rendendolo sempre meno chiuso in se stesso. A 4 anni, all’inizio della   scuola materna, emersero le difficoltà relazionali con i compagni ed il conseguente inizio di un percorso che porterà poi alla diagnosi di ritardo nella crescita e nell’apprendimento, favorito dagli eventi legati alla nascita ed al suo anno di vita.

I primi tempi non potevamo neanche toccarlo, non si faceva avvicinare, poi giorno dopo giorno le cose andarono sempre meglio. Abbiamo sempre guardato avanti, al bene di nostro figlio non precludendogli alcuna opportunità. Guardandomi indietro, oggi mi sento di dire che non avrei mai creduto che Massimiliano avrebbe potuto fare tutta questa strada, ma allo stesso tempo lo abbiamo sempre sostenuto, convinti che non si sarebbe dovuto mai  arrendere ad un obiettivo senza aver provato a raggiungerlo con tutte le sue forze. Lo sport e Special Olympics conosciuto oltre 15 anni fa, in questo sono stati di grande insegnamento.

 

Lo sport e Special Olympics

Si chiamava “Nuovi Orizzonti”, il primo team Special Olympics che Massimiliano conobbe nel 2004: l’inizio di una nuova esperienza sportiva che fece sbocciare in lui una passione per la corsa

Un’opportunità che effettivamente ha aperto “nuovi orizzonti” per Massimiliano, ma anche per noi genitori. Ha iniziato ad allenarsi costantemente, migliorando la concentrazione e la coordinazione motoria, ad apprendere le regole di gruppo, a relazionarsi con i compagni. Ogni giorno alzavamo l’asticella e Massimiliano, che ha iniziato con i 100 metri piani dove difficilmente riusciva a mantenere la propria corsia, ha gareggiato negli anni anche nei 400 metri ad ostacoli e nel pentathlon; scia e fa equitazione. Lo sport è stata la sua più grande medicina: l’ha allenato all’autonomia. Prima era restio ai contatti, oggi si relaziona con tante persone, ha i suoi amici e condivide con loro non solo la passione sportiva e la partecipazione agli eventi, ma anche momenti extrasportivi.

Oggi fa parte del Team Special Olympics La Lepre e la Tartaruga, metafora di uno sport che non lascia indietro nessuno, e Massimiliano non ha voglia e alcuna intenzione di fermarsi.

 

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