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La Würth rinnova il sostegno a Special Olympics Italia

L’occasione per celebrare un sostegno che rende orgogliosi

Il 3 agosto, presso la sede di Capena (RM), Würth Italia, partner di riferimento per oltre 260.000 professionisti nel mondo dell’automotive, dell’artigianato, dell’edilizia e dell’industria, che da diversi anni sceglie di sostenere con tutte le forze gli Atleti di Special Olympics ha colto l’occasione per consegnare, fisicamente e virtualmente, un assegno nelle mani del Direttore Nazionale, Alessandra Palazzotti. La somma raccolta è il frutto di tutti gli sforzi e le iniziative messi in campo dalla Würth nel corso dell’anno coinvolgendo anche i propri collaboratori e clienti. “È un importo considerevole, raccolto anche grazie a tutte le emozioni vissute nel tempo al fianco degli Atleti di Special Olympics” ha tenuto a sottolineare l’Amministratore Delegato, Nicola Piazza.

 

La testimonianza di Lorenzo

In rappresentanza degli Atleti e per moltiplicare le emozioni dei presenti è intervenuto Lorenzo Mancino, Atleta Special Olympics del Team Con Noi di Roma. ” Ho 19 anni e da 13 gioco a basket, però lo sport che ho praticato non è stato sempre per tutti. Un mio vecchio allenatore che considero un padre anni fa mi disse  che lo sport è razzismo e vince il più forte. Non sono d’accordo e questo l’ho capito una volta di più da quando ho conosciuto Special Olympics, una realtà bellissima che permette a tutti di mostrare quello che si riesce a fare in un ambiente sicuro e che permette a tutti di esprimersi al meglio. La verità è che lo sport è utile nella vita, permette di creare dei gruppi, insegna dei metodi per convivere con altre persone, semplicemente fa in modo che noi restiamo in forma. Serve come volante. Quanti gruppi si costituiscono grazie allo sport? Oltre alla mia carriera sportiva, ho anche, per il momento, una carriera universitaria di discreto successo. Mi ha permesso di conoscere nuove persone, arricchire anche il mio tempo libero e i miei impegni e di aprirmi a un mondo che è differente dalla scuola e che, per me, deve sempre andare di pari passo con lo sport“.

 

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