Giornata Mondiale del Volontariato: la testimonianza di Edita

5 Dic 2016 | News

“È arrivato il giorno. Arrivo ancora un po’ assonnata all’appuntamento, stabilito alle 8,30 nella palestra della scuola. Come ogni volta che partecipo a qualche evento come volontaria, inizialmente credo di essere io lì a dare una mano, un contributo, ma dopo pochissimo (..come ogni volta..!) mi rendo conto che sono loro ad aiutare me, a farmi star meglio, più serena, felice. Siamo tutti noi che abbiamo moltissimo da imparare da loro, ma per farvelo capire meglio vi racconto com’è andata la giornata.

IL CLIMA

Inizialmente ci siamo messi ( io e gli altri volontari) all’entrata per accogliere atleti ed accompagnatori e indirizzarli verso gli spogliatoi.
Faceva molto freddo ed io, come anche gli altri volontari, non vedevamo l’ora di rientrare in palestra…quando eccoli! Iniziano ad arrivare gli atleti, che con i loro grandi sorrisi hanno subito trasformato il clima, da gelido a caldo ed accogliente. Tra i primi arriva un ragazzo, con la sindrome di down. Appena arriva viene da me e mi abbraccia. Il suo è un abbraccio di quelli che ti scaldano il cuore, di quelli senza pregiudizi, preconcetti, di quelli pieni di fiducia incondizionata. Ora capisco perché ero e perché dovevo essere lì . Con un solo abbraccio Mauretto (si chiama Mauro, ma mi ha detto che per gli amici è Mauretto e dunque potevo chiamarlo così), mi ha già dato una grande lezione di vita . Mi ha fatto notare di quante cose meravigliose ci dimentichiamo. Oramai non riusciamo più neanche a fidarci di un amico o di un parente, figurarsi di una persona che non conosciamo. Invece lui, con un solo gesto, è diventato mio amico.
 
PLAY UNIFIED
Fischio dell’arbitro, la partita di pallacanestro unificata con squadre composte da atleti e partner comincia, che vinca il migliore!!! Si, beh..in questo caso avrebbero dovuto vincere tutti, vista l’onestà e la sportività dimostrate in più occasioni : quando per un errore la squadra blu si trova 2 punti sopra la squadra bianca anziché in parità e va subito a comunicarlo agli addetti ai punti, o quando un ragazzo della squadra blu si ferma per allacciarsi una scarpa ed un ragazzo della squadra bianca lo fa notare all’arbitro per fermare il gioco; questi sono alcuni fra i tanti esempi che avrei potuto prendere in considerazione e che mi hanno fatto riflettere sul fatto che io in 10 anni di basket (da minibasket a serie b), non ho mai visto questa sportività, anzi, chiunque avrebbe approfittato delle situazioni. Così come raramente ho visto degli atleti così divertiti e felici di giocare una partita , ormai sono tutti troppo concentrati sulla vittoria, sull’arrivo e non sul percorso. Per questo invito tutti a partecipare alle attività degli Special Olympics, perché se si vuole vedere uno sport pure e sano, è il contesto più adatto!
 
I PERCORSI
La giornata continua con i percorsi da effettuare con e senza palla tra birilli, cerchi, tiri a canestro e passaggi. In questa fase ogni volontario doveva affiancare un atleta e fare il percorso insieme a lui. È stato davvero emozionante poter gioire insieme ad ogni esercizio superato. Per ultima, una partita regolamentare tra due squadre composte interamente da atleti Special Olympics. Noi volontari e i partner che hanno giocato nella prima fase, tutti uniti a fare il tifo. Una squadra vince, l’altra perde, ma tra un abbraccio ed un “5” ci dimentichiamo anche di essere tristi, e tutti in campo per le premiazioni!

 

COME MI SENTO
Finita la giornata mi sentivo una persona migliore, ma non per qualcosa che avevo fatto io, bensì per tutto ciò che avevo imparato.
È per questi motivi che io sostengo di fare volontariato per puro e sano egoismo, perché mi fa bene all’umore, perché mi insegna molte cose importanti e perché mi fa sentire appagata. Ringrazio Special Olympics per avermi regalato un’altra fantastica giornata.

Vorrei finire col citare una frase molto cara a questo tema: The world is full of nice people. If you can’t find one, BE ONE !”

 
 
Edita Murati

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