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Daniele, nato lottatore, non vede gli ostacoli, li supera

5 minuti

“Daniele ha 14 anni, che dire di lui? È già un miracolo vivente di per sé perché è nato morto ed è stato rianimato, dopo 5 minuti sono riusciti a fargli ripartire il cuore. Secondo la diagnosi natale, non doveva proprio alzarsi dal letto, doveva essere un vegetale. Oggi invece – racconta mamma Antonina –  Daniele è qui a correre, è un miracolo dovuto in primis alla sua forza di volontà.  È sempre stato un ragazzo che ha voglia di conoscere, di lottare, di gareggiare. Non si è fermato mai di fronte ai suoi limiti, alle sue difficoltà.

Averlo visto gareggiare ai Giochi Nazionali Invernali Special Olympics qui a Sappada appaga di tutti i sacrifici fatti per lui. Finalmente ti rendi conto che non esistono nemmeno diagnosi definitive perché lui non si doveva muovere da quel letto, invece la forza di volontà e l’impegno hanno portato a ben altro. Ha conquistato una medaglia d’oro e una d’argento nonostante non veda. Il bello è che secondo lui, lui vede tutto, ha una visione del mondo completa.  Magari non vede gli ostacoli che ha di fronte ma in un modo o nell’altro li  supera  sempre, infatti lo dice lui stesso, non ci sono limiti che non possa affrontare e vincere.

La scuola

In seconda elementare, quando la vista ha iniziato a peggiorare, avevamo  deciso di avviarlo al Braille ma lui non ha voluto. Daniele voleva scrivere come i suoi compagni ed ha imparato. Ora scrive in stampatello,  scrive con un carattere 72 però scrive. Daniele è totalmente incluso, si può dire che oggi è il jolly, non solo della sua classe, ma della sua scuola. Ora manca da tre giorni perché è qui e tutti si stanno domandando dove sia finito. Sarà una festa rientrare con le medaglie al collo. Si  fa  voler bene perché ha un carattere solare.

Lo sport

Lo sport è importantissimo, grazie ad esso Atleti con Daniele trovano uno stimolo, trovano la forza nello spirito di squadra, in persone con caratteristiche simili alle proprie e vedendoli riuscire ad arrivare a medaglia. La medaglia per tutti loro è la rivincita di una vita.
Daniele ama tutti gli sport, è sempre sintonizzato su Raisport e segue di tutto, ora  i Mondiali di calcio ad esempio, e sta aspettando con ansia la finale con la Francia.
Lo sport è la sua vita, infatti lui pratica con passione il basket e la corsa con le racchette da neve. Per noi che veniamo dalla Calabria le racchette da neve sono straordinarie,  non le abbiamo mai conosciute. Daniele si allena sulla spiaggia, a 30 gradi sotto il sole. Anche queste temperature invernali, con la neve, sono proibitive per lui.  Il primo giorno ha gareggiato sotto la pioggia come se nulla fosse, come se fosse nato sulle montagne.  Lo stesso hanno fatto i suoi compagni.

Si torna a casa

Io torno a casa con la gioia nel cuore- continua Antonina – vedere i suoi occhi che brillano quando tiene quella medaglia al collo e la mostra a chiunque incontra…Non c’è altra soddisfazione per un genitore: vederlo felice.
Come mamma di Daniele, non vivo di sogni,  ti accontenti della realtà così com’è e apprezzi quello che ti da ogni giorno, forse perché quando è nato mi avevano detto che non ci sarebbe stato un domani. Ho vissuto questi 14 anni con piccoli traguardi da raggiungere, per me oggi ho motivo di provare gioia, domani è un altro giorno, domani ricominciamo con qualche consapevolezza in più.

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