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GLI ATLETI AI PRELIMINARI
03/10/2006
Storie del primo giorno degli Special Olympics European Youth Games!

Dopo la cerimonia d’apertura , finalmente l’attesa è finita. Gli Special Olympics sono partiti davvero. Tutti gli atleti delle varie discipline, arrivati da ogni parti d’Europa, si preparano per le gare.

DAL CAMPO DI CALCIO:
Il campo da calcio “Vincenzo Romano” ospita i primi atleti delle compagini dell’Est europeo, tra cui Polonia, Romania, Ungheria e Russia. I coach danno le prime indicazioni ai propri giocatori, che palleggiano lentamente a causa del campo reso scivoloso dall’umidità. Dedizione ed entusiasmo sembrano essere oggi le caratteristiche in campo. La voglia di giocare uno degli sport più belli del mondo esalta staff e giocatori.
Come tutti, anche Martin, 17 anni di Gela, libero della nazionale italiana, è entusiasta di giocare oggi. Di fede milanista, Martin racconta di aver visto Kakà, il campione rossonero, testimonial dei giochi di quest’anno. Martin gioca da sei mesi con i suoi compagni, per la maggior parte provenienti da Puglia e Sicilia. Martin c’era anche agli ultimi mondiali di Special Olympics, dove è arrivato in finale contro l’Arabia Saudita. Nonostante la delusione, Martin ricorda tutto con gioia e gran spirito.
Il coach Lorenzo Castriotta esprime la sua soddisfazione per la disciplina e l’impegno dei suoi atleti nel preparare le gare.
Martin e compagni raccontano di aver dormito poco la scorsa notte per la forte emozione, ma comunque sono pronti. Si inizia: l’Italia sfida l’Ungheria nella partita di apertura. Il risultato penalizza gli azzurri ma tutti escono felici dal campo in un clima di festa e sportività. Tutti hanno dato il massimo.

DALLA PISCINA:
Stefano è uno dei tanti atleti italiani Special Olympics che gareggia nei 100 stile e 100 dorso. Ha 20 anni e studia per fare il floricoltore. Lui è il primo ad accogliermi col suo bel sorriso ai bordi della piscina ancora quieta.
Mancano trenta minuti all’inizio delle gare.
Stefano indica alla sua destra, con un sorriso malizioso, due dei suoi compagni di allenamento: Giuseppe ed Eleonora. Sono sempre insieme e quando si accorgono di essere osservati si abbracciano scherzosamente. Tra loro è nata proprio in questi giorni un’amicizia speciale. Lui studia ragioneria e nuota già da molti anni, Eleonora ha 20 anni, viene da Prato e, con uno sguardo determinato, dice di avere un carattere fortissimo! Il nuoto in tutti questi anni l’ha portata lontano, fino in America ai Mondiali! Ma il suo sogno più grande è di andare a vivere in una casa tutta sua, insieme a Fabio, il suo ragazzo. A giugno ha preso il diploma di maturità e ha iniziato a lavorare part-time.
Nel frattempo, Stefano, Martina e Paola hanno tirato fuori dai loro grandi zaini blu un mazzo di carte, giocano a scala quaranta per smaltire l’emozione dell’attesa. Con loro Flavia e Gianluca, che indica i suoi genitori che sono venuti a fare il tifo per loro.
La loro specialità è la farfalla. Orgogliosi, mi mostrano il loro pass da atleti Special Olympics.
Sui blocchi di partenza salgono Angelica e Alessandro: tutti iniziano ad incoraggiarli; si alzano sugli spalti, lasciano le carte di gioco ed intonano a gran voce i loro nomi.
Iniziano le gare.

DAL CAMPO DI GINNASTICA:
La ginnastica ha gli occhi azzurri di Stefania, la simpatia di Giorgio, la calma di Gabriele e l’allegria di tutti i componenti del Team italiano.
La mattina del primo ottobre scorre tranquilla per i ginnasti italiani: in attesa dell’inizio del primo riscaldamento, infatti, i ragazzi ne approfittano per fare i latin lovers con le ginnaste irlandesi. Tutti i maschi del team, in fondo, hanno un “secondo fine” oltre alla ginnastica. Giorgio, di Latina, vuole conoscere più ragazze possibili; Gabriele di Torino aspetta di arrivare all’ora del pranzo; Marco partecipa solo per poter gareggiare agli anelli, la sua specialità preferita. Le ragazze della squadra, invece, sono decisamente più professionali, e ci raccontano di come hanno iniziato a fare sport e della felicità che provano nel praticare questa disciplina insieme coreografica e movimentata.
Stefania, ad esempio, ha iniziato a sei anni, ed ora che ne ha diciannove è una veterana di tutte le discipline: dalla trave di equilibrio al corpo libero, dalle parallele asimmetriche al volteggio, passando per la pedana dei salti.
In questa delicatissima fase di preparazione è necessario cercare di raccogliere la concentrazione per dare il massimo nei prossimi giorni...
Gli atleti prendono confidenza con gli attrezzi durante il riscaldamento: la concentrazione è alta, e l’emozione si legge chiaramente sul volto dei ragazzi delle delegazioni italiane e straniere. Gli allenatori, sempre vicino a loro, garantiscono incoraggiamenti e suggerimenti, se necessari…
Ogni esercizio si conclude con l’esplosione di un applauso entusiasta; i ragazzi non perdono occasione per ringraziare e manifestare il loro affetto.
I muscoli sono tesi quando si sollevano sugli attrezzi: parallele simmetriche, anelli, sbarra, cavallo con maniglie… Ma si rilassano in un sorriso quando leggono i brillanti punteggi sulle lavagne dei giudici.




 
Special Olympics European Youth Games Rome 2006 - © 2005