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Come leader nella promozione dell’accettazione delle persone con disabilità intellettiva, Special Olympics si oppone al pregiudizio ed alla discriminazione lavorando in modo continuo per eliminare gli stereotipi legati alle persone con disabilità intellettiva – l’uso della parola “ritardato” (R-Word) è uno di questi.
In un mondo che ha lavorato per sradicare i pregiudizi razziali e linguistici purtroppo la parola “ritardato” sta guadagnando popolarità.
Secondo la Organizzazione Mondiale della Sanità,193 milioni di persone, il 3% della popolazione mondiale, sono individui con disabilità intellettiva, il gruppo più grande di disabilità. La statistica della disabilità intellettiva non conosce confini; non risparmia nessuna razza, etnia, livello culturale, classe sociale e contesto economico. Inoltre sono milioni i familiari ed amici coinvolti con le persone con disabilità intellettiva.

Nel mondo le persone con disabilità intellettiva vengono per consuetudine abusate, trascurate, insultate, istituzionalizzate. Ai loro genitori viene detto di arrendersi, i loro figli non valgono nulla. Le scuole spesso li rifiutano e subiscono atti di bullismo il 50% in più di ogni altro gruppo. Molti medici non vogliono curarli e tanti datori di lavoro rifiutano di offrir loro un lavoro.
Nonostante i cambiamenti legislativi fatti per proteggere le persone con disabilità intellettiva, non sono ancora sufficienti. Percezioni e stereotipi negativi tuttora prevalgono. Eppure questi modelli negativi non corrispondono ai reali talenti e capacità delle persone con disabilità intellettiva.
Per esempio, Florence Nabayinda, abbandonata alla nascita, è ora un’affermata maratoneta, impiegata ed un valido ed attivo membro della comunità. O come Troy Daniels che si è diplomato e parla della importanza dell’amicizia ed accettazione….
Lo stereotipo negativo della parola “ritardato” è inesatto e distruttivo. La parola-R “ritardato” è diventato un luogo comune nella nostra società. Tutti la usano abitualmente, giovani ed adulti. Sebbene in molti non ne colgono l’impatto offensivo della parola, la verità è che fa male, anche se chi la usa non vuole offendere e questo è significativo per le persone oggetto dell’appellativo.
Special Olympics in tutto il mondo si sta adoperando per eliminare l’uso peggiorativo della parola ritardato, o di parole simili, dal linguaggio comune e, molto più importante creare una parola che inglobi dignità, accettazione ed integrazione per le persone con disabilità.
E’ giunto il momento di eliminare dal linguaggio comune la parola "ritardato" e altre parole simili, è tempo per tutti di alzare la voce e far sapere agli altri che non ne verrà più tollerato l’uso. E’ tempo di riconoscere il valore e l’apprezzamento delle persone con disabilità intellettiva e dar loro il benvenuto in una società che può solo trarre beneficio dalla loro integrazione ed accettazione.
La prossima volta che sentite la parola “ritardato”, ricordatevi di Florence e David, pensate ai vostri amici e vicini, AGITE ORA, prendetevi l’impegno ed aiutate ad eliminare adesso la parola “ritardato”.

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