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Per atleti Speciali ci vogliono coach Speciali
"I tecnici sono persone fantastiche capaci di creare un legame speciale con gli atleti ma anche tra di loro; sono ragazzi/e, madri, padri che lasciano la propria quotidianità  per unirsi ad una missione.
Persone che danno molto senza voler nulla in cambio, basta un sorriso un abbraccio per recuperare a pieno le energie".

Lo ha scritto, a ragione, Massimo Carro, Tecnico Special Olympics del Team Sci di fondo poco dopo il rientro dall'Austria, dove si sono svolti i Giochi Mondiali Invernali, dal 14 al 25 marzo.

Fabrizio Valentini, Tecnico Team Racchette da neve
"Non bastano le parole per descrivere il clima che si è creato in Austria: unico, irripetibile, magico. Lo sappiamo bene che il risultato sportivo conta molto relativamente. Certo, fa piacere portare a casa le medaglie e quanto altro possa creare soddisfazione e cassa di risonanza per le realtà locali, ma se un giornale non potrà scriverlo, se nella stanzetta non si potrà appendere, se una foto non potrà racchiuderla, sappiate che i vostri ragazzi, i nostri atleti, hanno vinto una medaglia molto più grande che condivideranno per sempre con chi ha avuto il privilegio di condividere con loro questa esperienza".



Micaela Racchini, Tecnico Team sci alpino
"Certe esperienze lasciano segni indelebili e costruiscono legami così profondi. Io piangevo già al confine del Brennero. Qualcosa finiva. Non è facile convivere con atleti e tecnici che vedi una volta l'anno e che per 15 giorni diventano la tua famiglia. Come per magia questa famiglia si lega in modo indissolubile, nel giro di poche ore, e ci permette di affrontare anche eventuali difficoltà. Ci viene data una possibilità, unica e impagabile, a volte difficile da spiegare a parole. I gesti degli atleti e i messaggi dei genitori coronano quanto personalmente cerchi di rielaborare ripensando ad ogni singolo momento della trasferta. Torni da queste esperienze e ti sembra che nulla di tutto quello che vivi quotidianamente abbia veramente senso, che ad amici e colleghi manchi una parte importante di vita che ignorano.
Cercherò di condividere il tesoro e far crescere altri atleti, aspettando la prossima trasferta".

Pubblicato da Micaela Racchini su Venerdì 24 marzo 2017



Francesco Cavalli, Tecnico Team Racchette da neve
- La spensieratezza ed il sorriso di Luciano che corre i suo 100m tagliando la linea d’arrivo con le racchette in mano, seguite dalle toccanti parole del padre Adolfo;
- Sara&Sara, sempre in contrasto l’una con l’altra, occhiali gialli, viso paffutello, quasi sempre sorridente, con quei dentini che facevano fatica ad uscire da sotto le labbra. Sara faceva il tifo a Sara sulla linea di partenza “ Vai Sara vai…” ;
- “ … Paa paa paa, paa paa paa … “ un motivetto ed una espressione di gioia che difficilmente dimenticherò. Sergio che canta sotto la doccia e mentre si veste….. pura gioia!!!
- Martina, oltre le gesta sportive sempre affrontate con il massimo impegno, mi ricorderò la sua dolcezza. Ogni tanto, a colazione o cena, mi sentivo abbracciare da dietro le spalle e mi arrivava un dolce bacio sulla guancia. Come iniziare e concludere al meglio la giornata?!!!
- Marisa, con quei capelli grigiobianchi mesciati di varie sfumature di rosa, che enorme impegno ha messo nelle sua gare brava Marisa;
- Annalisa che carina!! Nel gruppo può sembrare la meno espressiva, ma non è cosi con i suoi grandi occhi, il viso tondo, il suo dondolare della testa ti comunica tutto. Non vuole tenerti per mano, ma devi dargli il braccio come un gentiluomo, e lei si stringe forte e ti segue ovunque, anche per ore sotto la pioggia;
- Gianluca, lo sportivo, sempre serio e concentrato prima di ogni riscaldamento e gara, ha affrontato tutto dando il massimo consumando tutta l’aria che aveva nei polmoni, lo vedo ancora che corre con la sua grande bocca aperta. Sul podio ha applaudito ogni suo avversario in particolare quelli che lo avevano sconfitto, BRAVO!!!;
- Adrien, dormiva con me in camera…., quanto russare che faceva!! Quanta grinta e voglia di vincere ad ogni costo!!! Grinta che a caldo, dopo la sconfitta, lo ha momentaneamente tradito, ma che è riuscito comunque, con grande forza e veemenza a domare. Bravo è questa la strada da percorrere;
- Mario, l’immagine di un uomo buono e onesto, che vive in una terra difficile, con il viso scalfitto dal sole e dal duro lavoro, irrorato da lacrime liberatorie ed interminabili, dopo aver dato tutto nelle gare che lo hanno visto un leale interprete. Le sue parole singhiozzate durante il pianto sono da esempio per ogni sportivo “Io sono qui non solo per lo sport ma per farmi degli amici e per divertirmi…..”
- Mauro, da tutti considerato il capitano, penserete per la sua età; 57 anni, ma non e’ cosi, il “grado” se lo è guadagnato con l’aiuto dei suoi compagni; Marisa, Sergio e Martina, nella staffetta 4X100 ai Giochi Mondiali Invernali in Austria. I primi tre staffettisti fanno "un garone", in testa dai primi metri. Martina, dopo aver affrontato la piccola salita, con grande forza guadagna altri metri ed arriva allo scambio del testimone con grande vantaggio. Mauro impugna il testimone e parte ... Nooooooo !!!! La ciaspola destra se ne va!! Dentro di me…. quanta rabbia!!...Poi passano alcuni secondi e non credi ai tuoi occhi: Mauro torna indietro, raccoglie la ciaspola e, dopo pochi metri, decide di infilare la punta del piede nel suo alloggiamento e riparte con la ciaspola calzata… L'esultanza a bordo pista: "Vai cosi Mauro”, ma, nel medesimo istante in cui abbiamo pensato “ bene la sfortuna se né andata”, la ciaspola si sfila nuovamente “…. La sfortuna si accanisce dunque, ma Mauro, dove molte persone avrebbero mollato e si sarebbero arrese, contro ogni avversità, stupisce di nuovo, ricalza quell’attrezzo mai domo e arriva al traguardo ed è ARGENTO!!!"
- Johann Huber, vi chiederete chi è? E' il titolare della struttura che ci ospitava. Alcuni penseranno, ma che c'entra costui con Special Olympics. Noi, dopo pochi giorni, non eravamo più dei semplici e anonimi ospiti di un Hotel, ma siamo diventati parte INTEGRANTE della famiglia e della struttura che ci ospitava. Quest’uomo il giorno della nostra partenza, con tutta la famiglia, era lì che ci salutava con un forte abbraccio uno ad uno, poi, all’improvviso, le lacrime hanno avuto il sopravvento ed è scoppiato in un pianto intenso ma silenzioso che ha contagiato tutti.

Francesca La Dolcetta, Tecnico del Team Racchette da neve
Non ho mai visto e non ho mai versato così tante lacrime durante il viaggio di ritorno e nei saluti finali. Stiamo invecchiando oppure siamo un gruppo di persone favolose che hanno la capacità di collaborare, adattarsi, essere educatori, amici, tecnici e si sanno anche divertire?��logicamente la prima la escludo e credo fortemente in tutte le altre. Siamo un bellissimo gruppo, anzi, siamo una famiglia.

Elisabetta Carbone, Tecnico Team sci alpino
Felice ed orgogliosa di aver potuto far parte di questo gruppo MERAVIGLIOSO. Dodici giorni di emozioni vere: sorrisi, lacrime, abbracci, risate, sguardi, coraggio ed energia che mi porterò nel cuore per sempre. Penso e ripenso di continuo a tutto quello che di magico abbiamo vissuto.
Non sento nessuno che mi chiama, che mi abbraccia, che mi bacia, che mi fa ridere, che mi fa domande, solo le lacrime che da due giorni non si fermano, tanto da sembrare matta. Che vuoto che ho nel cuore ed intorno, mi sembra tutto surreale. Agli altri cerco di far capire quello che abbiamo vissuto ma le parole non sono mai abbastanza, io proprio non riesco a descrivere quello che mi porto dentro...la magia che si è creata.
Voglio ringraziare immensamente Paola, cuore pulsante di questo gruppo, Karl il nostro uomo prezioso, Marco sempre presente anche per noi e la "MIA" Miki per la quale nessuna parola sarebbe adeguata, semplicemente GRAZIE!!
Un solo rimpianto: non essere stati tutti insieme!!!!! Grazie infinite a tutti per tutto quello che mi avete regalato





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