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Giochi Nazionali estivi, Biella 2012 - Testimonianze -
Giochi Nazionali estivi, Biella 2012 - Testimonianze -
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SPECIAL MAGIC - di Luca Marengo La cornice è quella di Biella. Siamo sotto i tendoni dei campi da gioco “Jocker”. I ragazzi dell’Amico Sport Libertas di Cuneo sono seduti a terra, in fila, ad aspettare che lo speaker pronunci il nome della squadra, in modo da poter ritirare l’agognato e meritato bronzo che hanno guadagnato dando l’anima sul campo di fianco. Paolo Garino, Luca Lamberti, Luca Tallone, Patrik Costa e Giorgio Rosano aspettano, sorridendo alle volontarie che da sempre sono l’anima del Movimento Special Olympics. La delegazione cuneese è presente in praticamente tutte le discipline. Ognuno di loro è sul campo su cui ha disputato le gare: la pista di atletica, la piscina, la palestra della ginnastica ritmica, i campi di bocce. Ma al momento non li vedo. Sono qua, con le braccia conserte al fondo del tendone, ad assaporare quell’atmosfera di festa che solo Atleti speciali come loro possono far sbocciare. Eppure, c’è qualcosa che stona, con tutto questo. E' in un angolo, molto indietro rispetto ai suoi compagni, Simone. La testa è bassa, chinata verso terra. Addosso ha la maglia societaria, se quella di San Carlo la si può definire semplicemente una società. I rumori, la confusione lo agitano. La mamma è al suo fianco, tenta di confortarlo. Ma niente, nulla da fare. Neanche quando lo speaker annuncia il nome della sua squadra, chiamandola ad essere premiata. Non valgono a nulla le grida di gioia dei suoi amici. Continua a tenere gli occhi bassi, tra le gambe. Sono quindi Valentina e Stefano, ad avvicinarsi a lui. Due persone di squadre diverse da quella cui lui appartiene. Cosa che già in una normale competizione maschile non si vedrebbe mai. Sono persone che lo conoscono di vista da pochi giorni. Eppure, si chinano su di lui, portando con se poco più di un sorriso e di qualche parola di conforto. Simone è immobile. Ancora, la confusione lo trattiene. I suoi compagni sono ormai nella zona a recuperare le sudate e sospirate medaglie. Valentina e Stefano allora si rialzano. Solo, hanno il ragazzo in braccio. Festanti, lo portano verso l'area premiazioni. E un sorriso finalmente si forma sulle labbra di Simone. Sorriso che non svanirà. Gli viene messa la medaglia al collo, torna indietro con i suoi compagni. Valentina si trova ora davanti a me. Ha gli occhi lucidi, e il sorriso sulle labbra. Le sorrido di rimando. Porto la mano sotto gli occhiali. Dannazione, non è l'unica ad avere gli occhi lucidi.
EMOZIONI DA BIELLA - di Martina Maestrelli - Team Polisportiva Bresciana No Frontiere Bellissimi questi ultimi Giochi Nazionali a Biella!! Ogni anno si rinnova un’emozione nuova; sempre diversa, sempre intensa, sempre unica! Emozioni vissute non solo sul campo di atletica o alla pista da bowling, ma anche negli alloggi, al ristorante, alle feste. Fabio che tiene per mano Davide e lo accompagna in bagno, Federica armata di spazzola e phon che aiuta Monica ad asciugarsi i capelli, Nicolas che taglia la pizza ad Angelo; anche questi sono grandi successi. L’autonomia raggiunta sulle gradinate o nei campi o in pista aiuta nella vita di ogni giorno. Sport come mezzo di crescita appunto! A letto, la sera, confidenze tra amiche ”Mi piace Fabio, è dolcissimo!” dice una sottovoce “Io amo Matthias” replica un’altra, la terza aggiunge” Andrea mi ha lasciato” … Ascolto in silenzio ed in punta di piedi mi allontano nel corridoio. Bellissimo questo mondo Special Olympics: semplice, pulito, vero. Grazie ragazzi!!! Vi voglio bene.
Da un gruppo di genitori Anche quest’anno è finita purtroppo. Che nostalgia tornare a casa, è stata una settimana intensa, piena di impegni, di divertimento e di emozioni. E’ il terzo anno che la nostra società, Polisportiva Sole di Lissone, partecipa ai Giochi Nazionali Special Olympics ma non ci si abitua mai, l’emozione è sempre la stessa perché i nostri ragazzi sono fantastici. E’ stato gratificante per noi genitori, se pur in rappresentanza, essere lì con i nostri ragazzi; abbiamo urlato per incitare la squadra tanto da perdere la voce, abbiamo pianto durante la sfilata la sera dell’apertura e durante le premiazioni, abbiamo riso e ballato con loro durante i momenti di convivialità, abbiamo lavato le loro divise sudate dalle fatiche delle gare, abbiamo consolato i ragazzi dopo una sconfitta e li abbiamo gasati dopo una vittoria. E’ stato toccante vedere l’espressione del viso di alcuni genitori che erano lì per la prima volta, erano increduli nel vedere i loro figli cimentarsi nei Giochi Nazionali, non credevano ai loro occhi, quanta passione, quanta grinta e quanta determinazione ci mettevano i ragazzi nel superare le prove. E’ così!!! Special Olympics è una “magia” che fa tirare fuori tutto il potenziale che un ragazzo ha dentro e che sfodera nel momento in cui è chiamato a farlo. Alcuni vogliono farci credere che i nostri figli sono dei perdenti, che non “servono a nulla” ma noi non ci arrenderemo mai perché loro sono “vivi”, pieni di risorse sorprendenti e noi dobbiamo credere in loro, dobbiamo aiutarli ad esprimersi al meglio dandogli tutte le chance possibili , senza pregiudizi e senza limiti solo così loro potranno mettere in pratica il loro giuramento: “che io possa vincere ma se non ci riuscissi che io possa tentare con tutte le mie forze”.
IL MIO AMICO MIRKO - di Grazia Andreani, Presidente Team I Quadrifogli - Siamo arrivati a Biella in 25 persone tra Atleti, tecnici ed accompagnatori, io personalmente sono 12 anni che partecipo agli eventi Special Olympics, pronta al mix di emozioni che trasmettono inevitabilmente questi eventi, ma ogni volta mi devo ricredere, ogni volta è diversa, ogni volta è unica, ogni volta mi ritrovo a non essere pronta a trattenere le mie sensazioni. Questa storia si intitola "il mio amico Mirko". Sabato caldissimo a Biella.., ultime partite di calcio per decretare una classifica, due squadre amiche con Atleti grandissimi anzi preferirei dire persone grandissime, si trovano in campo, agli occhi del pubblico una contro l'altra, ma ai nostri INSIEME per divertirsi e far vedere una bella partita all'insegna del divertimento e del sano sport. La partita inizia e procede per tutto il tempo su un livello simile, bei passaggi e azioni corrette che fanno esultare il pubblico presente, ma quasi al termine, una delle due squadre segna ... subito dopo urla di gioia, qualche piccola smorfia di delusione da parte dei miei giocatori, qualche secondo dopo grande festa per i vincitori, strette di mano e congratulazioni, ma forse nessuno tra il pubblico ha colto una delle più grandi emozioni che mi sia mai capitata da quando conosco Special Olympics. Il mio amico Mirko, artefice della vittoria della sua squadra, mi viene incontro, io mi avvicino per congratularmi ma lui mi stringe in un lunghissimo abbraccio e mi chiede scusa per averci fatto perdere la partita mentre piangeva come un bambino, ancora ora non riesco a pensare a quel momento senza trattenere le lacrime. In quel momento in campo c'eravamo solo io e il mio amico Mirko, abbracciati a piangere insieme non per una vittoria, non per una sconfitta...ma a condividere un bagaglio di emozioni e sensazioni uniche!! Grazie caro amico mio, grazie per avermi regalato un momento magico che rimarrà per sempre impresso nel mio cuore! Questa è quella che io chiamo la magia di Special Olympics! So di ripetermi ogni volta, ma ringrazio Dio di avermi fatto percorrere il cammino della vita lungo questa strada, alle volte insidiosa ma ricca di amore, amicizia,condivisione ma soprattutto di grandi insegnamenti! DALL’ISTITUTO VAGLIO DI BIELLA - tratto da ilvostro.it Tutto nasce un paio di anni fa all’Istituto Vaglio di Biella dove un ragazzo, Andrea, desidera giocare nel torneo scolastico con i suoi compagni di classe. Il torneo è molto sentito tra i banchi di questa scuola e la professoressa di educazione fisica, Manuela Gremmo, racconta: «Ero un po’ preoccupata perché non sapevo come l’avrebbero presa i compagni. Con mia grande gioia, invece, hanno accettato. Ad un patto: che Andrea facesse il portiere».
Il primo passo verso l’integrazione ha avuto come contropartita decine e decine di gol subiti dalla squadra ma ha fatto crescere Andrea. Come persona. E come portiere. «Sono passati tanti mesi – continua Manuela Gremmo – L’Istituto Vaglio ha partecipato ai 28esimi Giochi estivi di Special Olympics estivi per la sezione calcio e, come ogni mattina, Andrea ha detto «Prof, sono pronto», ma anche «Prof, oggi faccio vedere a tutti di che pasta sono fatto». Ed è arrivata la medaglia d’argento. Insieme a lui, l’hanno conquistata altri compagni da dividere tra atleti e partner (Atleti con e senza disabilità intellettiva): Pierangelo, attaccante puro, prima di iniziare a giocare, aveva paura della palla. Oggi partecipa ai Giochi Special Olympics e attende l’orale dell’esame di maturità; Pablo, difensore terzino, grande conoscitore di calcio; Kalid, tifoso al seguito; Filippo, papà tifoso e fotografo; Nicolò, prima punta e goleador; Azzurra, che di mestiere fa il libero, tipologia di difensore non più contemplata nel calcio moderno, è stata notata dalla dirigenza di una squadra femminile biellese; Giada e Giulia, difensori centrali di quelli che ti prendono alle calcagna e non ti mollano più; Maikol, trequartista e mente; Nabil, attaccante che prima di venire ai Giochi Special Olympics non si faceva neanche lo zaino da solo e che ora è diventato più autonomo; Elia, l’Ibrahimovic della situazione: il centravanti di sfondamento (detto anche “l’uomo ruspa” come lo chiama affettuosamente Maikol) è stato conteso tra la squadra del Vaglio e l’Asad, altra squadra di Biella in campo. Radio Mercato dice che a farlo decidere per l’Istituto scolastico, sia stata un’ottima pizza; infine, il coach Manuela Gremmo, il collante. Ecco perché Special Olympics dovrebbe entrare nel programma di tutte le scuole: a favore degli alunni con disabilità. Ma anche a favore dei cosiddetti normodotati, dell’integrazione e dell’amicizia. Degli Speciali. Perché Speciali a volte si nasce. A volte si diventa. |









