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CASO FACEBOOK: IL PESO DEI BERSAGLI E DELLE PAROLE- le lettere ricevute
CASO FACEBOOK: IL PESO DEI BERSAGLI E DELLE PAROLE- le lettere ricevute
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Laura Doni, Atleta Special Olympics - Poesia "Il Mio Mondo" Cerco il mio mondo fatto di sogni e fantasia. Giocare con le parole immaginare che siano farfalle. Prenderle e correre tra immaginazione e realtà. E' bello sognare un mondo sempre diverso. Laura, ragazza con sindrome di Down Segni Particolari: due sorelle diverse - Testimonianza di Giorgia Battistoni - Le parole, in quanto segno di civiltà, non saranno mai in grado di restituire agli altri lo sdegno e lo schifo che provo in questo istante. pensavo di iscrivermi, come tanti hanno fatto prima di me, al gruppo "giochiamo al tiro al bersaglio con i bambini Down" per lasciare un commento di disgusto in bacheca ma poi ho pensato che sarebbe INUTILE. Inutile tentare perchè NON C'E' NULLA DA SPIEGARE: innanzitutto non ci sono 'bambini Down' ma persone affette da Sindrome di Down, non sono una razza, una specie a parte ma PERSONE DIVERSE da tutti: da me, da te che stai leggendo, da chi ha fondato il gruppo e da chi pure ha un cromosoma 21 in triplice copia. Più che arrabbiata sono affranta per la miseria che sempre più caratterizza la nostra società. Ho paura ad immaginare il futuro se questo significa trovarmi nuovamente a confronto con un simile degrado culturale, sociale e civile ma poi sono pervasa da un'insolita forza; l'uso di pseudonimi e la manifesta ignoranza dell'argomento, oltre che della lingua italiana, dimostrano come questo sia solo il tentativo messo in atto da qualche frustrato per ottenere i suoi primi e unici 5 minuti di gloria. e allora che così sia! che si nascondano pure dietro falsi nomi, che provino a mettere in fila parole cercate alla rinfusa sul vocabolario, IO SONO DIVERSA! Non ho bisogno di ergere un muro virtuale dietro il quale trovare rifugio per me e le mie idee. QUESTA SONO IO E QUESTA è MIA SORELLA. Segni particolari: due sorelle diverse." Carlo Lazzarini - lettera aperta di protesta di un genitore Non ci sono parole, ma ritengo che chi fa questo è di per sè un essere ignobile. Questa è purtroppo la nostra società che valorizza solo chi è sano e bello. Del resto cosa possono apprendere i giovani, ma anche i non giovani, dai giornali, dalle trasmissioni televisive dove la bellezza e la perfezione della persona viene esasperata o quando le persone Down vengono invitate in qualche rete televisiva a dare spettacolo sul loro comportamento e non su quello che fanno nella vita quotidiana. Ciò porta a non volere chi purtroppo non rientra nei canoni di bellezza e di perfezione. E' ora di finirla di pensare che la persona Down non sia una persona come tutte le altre. La persona Down è una persona con gradi doti e non è un peso per la società. Anzi oggi, le persone Down, sono inserite nel mondo del lavoro avendo fatto un percorso scolastico o di formazione professionale e di conseguenza non gravano sulla società. Anzi per la società sono un valore aggiunto impagabile, ma anche per chi viene a contatto con loro sono una ricchezza di apprendimento per come sanno rapportarsi con chi non è Down. Forse le televisioni e i giornali dovrebbero fare emergere cosa sanno fare le persone Down e come si comportano nel mondo del lavoro, nella scuola, nella società, nell'ambito sportivo, artistico ecc.. Ma fino a quando i successi delle persone Down non vengono pubblicizzati nel retaggio mentale della gente si ha la visione distorta della persona Down, in quanto ferma a quarant'anni fa. Oggi non è più così grazie anche al movimento Special Olympics creato da Eunice Kennedy che propone lo sport come progetto formativo della persona con disabilità intellettiva che assieme alla Scuola, alle Famiglie fa si che le persone Down siano presenti, come attori e non come spettatori, nella società senza che per questa siano un peso. "Trent'anni fa dicevano che non eravate in grado di correre i 100mt. Oggi, voi correte la maratona. Trent'anni fa, dicevano che dovevate rimanere chiusi negli istituti. Oggi siete di fronte alle televisioni di tutto il mondo. Trent'anni fa, dicevano che non potevate dare un valido contributo all'umanità. Oggi, voi riunite sullo stesso terreno dello sport nazioni che sono in guerra..." Eunice Kennedy Shriver Giugno'99 North Carolina Eunice Kennedy è scomparsa nell'estate dello scorso anno, ma il movimento c'è ed è vivo anche in Italia. Chi vuole può visitare il sito e si renderà conto di cosa sanno fare le persone con disabilità intellettiva quale è la persona Down. Testimonianza di Stefano Pesce, Direttore Provinciale (Biella) Special Olympics Italia Buongiorno. Io invece ho un'idea completamente diversa. Ho sentito per radio, 105, lunedì mattina, sia la notizia che i commenti, giustamente di condanna. Ma credo che sia ora di finirla. Non siamo capaci di liberarci da queste notizie, non siamo in grado di tirare lo sciacquone e buttare via tutto. No. La stampa da rilievo e questi deficienti, li fa diventare un caso nazionale, assumono l'importanza di terroristi o che ne so io, autorizzando altri imbecilli di quella fatta, a creare gruppi su facebook o twitter. Il meccanismo perverso è che se noi sensibilizziamo la stampa contro una cosa che dovrebbe essere distrutta e cancellata, invece, automaticamente la facciamo riemergere dando smalto, involontariamente, a chi volevamo colpire. Non sono le parole che fanno male, è il tono con il quale si usano, la valenza o l'impostazione che si dà a quei segni sulla carta. Non è creando una montagna di sinonimi, a volte stupidi, che si sconfigge l'odio o l'ignoranza. L'odio e l'ignoranza si sconfiggono con l'amore e la conoscenza, con il nostro esempio, con i nostri atleti e le loro abilità. Noi dobbiamo lottare perchè questa società cambi, radicalmente, profondamente. Sino a quando saremo vittime di tutti quegli stereotipi che ci vengono inculcati dalla cultura di massa attraverso le TV le pubblicità i giornali e lottare contro le filosofie da "tronisti" o da "veline", non riusciremo a fare nulla. Anziani e disabili, nuove povertà, c'è un mondo qui fuori che chiede aiuto. Non chiederò a nessuno di pubblicare un articolo su questo. Siamo stati invitati a partecipare con una nostra batteria alla "Coppa Brema" di nuoto, ecco l'articolo che verrà pubblicato e le fotografie che verranno pubblicate, atleti abbracciati insieme, solo atleti solo uniti da una giornata di sport. Michela Gallo Sono una mamma di una ragazza con sindrome di down inviterei guesti ragazzi che hanno costituito quel gruppo a fare o partecipare ai Giochi Nazionali Special Olympics. per fargli capire il valore della vita. Alessandro Mosconi –L’opinione di un genitore Bianco e Nero, Bene e Male, Buoni e Cattivi Prendo spunto dall'argomento del giorno (il famoso gruppo che tanto clamore ha suscitato sul Social Network e che ha anche provocato una lunga discussione sui media e su tutti i forum, blog, social network etc) per lanciare uno sguardo su un paio di aspetti per certi versi marginali ma che secondo me meritano un attimo di riflessione condivisa. Innanzitutto, per quello che ne so io... che ho presentato analoga denuncia per commenti altrettanto offensivi rivolti non alla "categoria"... ma direttamente a Dario sul suo sito proprio in quanto appartenente alla stessa (l’episodio e le parole usate ricordavano molto da vicino quello qui descritto che ha fatto tanto scalpore)... il responsabile dovrebbe essere tranquillamente identificabile, perchè allora (erano 4 anni fa) mancavano solamente pochi mesi all'obbligo per i provider di mettersi in regola con la tracciabilità obbligatoria di tutti gli accessi (e solo fastweb a quel tempo non era ancora in regola). Quindi, se la legge è stata messa in pratica, secondo me non dovrebbero esserci problemi ad identificare i responsabili di questa assurda bravata. E se identificati andrebbero puniti con fermezza ma senza spirito di vendetta perchè a volte il castigo, se ben pensato è educativo... Tutti noi ne abbiamo avuto esperienza. Io per esempio ... che a dieci anni rimasi fuori di casa per due ore minacciato da un tredicenne in vena di vendetta che in un momento di stupidità avevo deriso mentre era succube di uno più grande e grosso di lui... che si era appostato davanti al cancello di casa mia pronto a riversare su di me le angherie subite... (io lo ricordo ancora con terrore... mentre lui, un caro amico ora, non se ne rammenta neppure!) oppure per essermi rotto la mano l'unica volta in vita mia che ho sferrato un pugno con cattiveria ed il desiderio di fare male! Ed ora... eccomi non-violento... se non per convinzione... probabilmente anche solo per... convenienza! Ma tralasciando per un attimo le questioni personalità, delle persone responsabili di questo episodio particolare si è detto di tutto: che sono criminali, ignoranti, stupidi, troll (cosa peraltro più probabile). Non mi interessa entrare nel campo minato della discussione su cosa sia il trollismo (esistono fiumi di parole sulla rete e trattati approfonditi sul fenomeno) fenomeno da cui peraltro nessun forum è completamente esente, ma che i più non notano grazie all'azione dei moderatori delle varie aree, ma mi interessa, invece, approfondire solo un particolare aspetto dello stesso, quello secondo cui, a detta di alcuni, il trollismo sia comunque anche se limitatamente ad alcuni aspetti, un fenomeno positivo, perché è uno dei pochi, ai giorni nostri, capaci per assurdo di scuotere in massa le coscienze e suscitare solidarietà, attraverso il noto meccanismo di "azione-reazione". Capita così che decine di migliaia di "ignavi" che mai si sono posti il problema del "mondo down" (e forse mai se lo porranno quando tutto questo chiasso mediatico avrà fine) scrivano sinceramente indignati di fronte ad una manifestazione di "eccesso" che destabilizza lo strisciante perbenismo di un mondo a volte troppo superficiale. Certo... inutile se non porta a nulla... però almeno fa sorgere degli interrogativi. Ma capita anche (e non vi nascondo che la cosa, pur non stupendomi, mi ha colpito!) che pur se magari con tipica ironia ma anche con malcelato rancore... tante persone sensibili al mondo della disabilità per esserne in qualche modo parte possano tranquillamente "augurare" con spirito vendicativo del male a delle persone, con chissà quale speranza di giustizia purificatrice. Ecco... in questo credo che abbiano ragione quando dicono che i troll, provocatori per professione... sono capaci di tirar fuori dalle persone e dalle coscienze, proprio grazie ai loro "eccessi", quelle parti che per tanti motivi a volte rimangono inespresse... perchè come niente è solo gioia o solo dolore, ma gioia e dolore insieme, inevitabilmente ed indissolubilmente legati, così nessuno è solo Bene o Male, Bianco o Nero, nemmeno un troll che offende i nostri figli e la loro dignità, nemmeno noi che gli auguriamo tutto il male del mondo... perchè nessuno è Buono o Cattivo, ma ciascuno è buono e cattivo insieme. Anche noi... ed anche i nostri figli! |





